A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
Un teleindipendente
Un'alga cinefila
Una cuoca dadaista
Una ribelle senza pellicce
Una stellina
Uno che sa intervistare
chiedici le parole
dichiarazioni di voto
forse cercavi
il viandante digitale
le specie musicali
lo spettatore indigente
market mysteria
ratzie stories
reading
semiminime
spider report
tocque-ville chronicle

visitato *loading* volte
Io non ho nessuna intenzione di aspettare che la scienza mi faccia chissà quali rivelazioni su non so quali aspetti della vita embrionale per decidere che all'embrione debba essere riconosciuta la dignità di essere umano. Posso non sapere nulla, e ben poco so, delle sottili differenze tra zigote e morula, tra ovocita attivato e singamia: la questione vera si pone oggi esattamente come poteva porsi tre o quattromila anni fa. Il formarsi della vita umana dovrebbe essere qualcosa di tendenzialmente intangibile, e credo che possa essere un principio condiviso da tutti, un principio di pura civiltà, che non ha niente a che vedere con fedi e convinzioni personali. Perché altrimenti la convivenza umana su cosa la fondiamo? Sul codice della strada?
Si può discutere sulle eccezioni (come del resto accetto la plausibilità dell'aborto come eccezione) ma non si può considerare l'embrione umano alla stessa stregua di qualsiasi altro materiale biologico.
Alla scienza chiedo di chiarire il come avviene lo sviluppo dell'uomo dall'embrione al feto all'individuo adulto. Ma che embrione, feto e adulto siano la stessa persona, non vedo che titolarità abbia la scienza a metterlo in discussione. E non vedo neanche come possa essere discusso in termini etici o teologici: è un fatto, che viene prima di osservazioni scientifiche e di convinzioni etiche o religiose. Un fatto sul quale non bisognerebbe accettare di essere imbrogliati. Non un mito, come qualcuno si ostina a sostenere, contro ogni evidenza. Che mi importa se l'embrione deve ancora differenziarsi, o se non è ancora senziente? Diventa forse un caimano, una volta impiantato nell'utero? O continua ad essere quello che già è, un uomo, oppure non diventa nulla. Che mi importa se "uno su mille ce la fa"? Spiegatemi in cosa queste osservazioni ne sminuiscono la dignità di essere umano.
Siamo stati embrioni, sì o no? Potremmo essere quello che siamo se non fossimo passati attraverso questo stadio del nostro sviluppo? Punto.
Ma questa premessa necessaria non è fatta per chiudere la questione e censurare l'iniziativa referendaria, anzi: è a partire da questo riconoscimento che la questione si apre davvero, e nei termini giusti, negli unici termini a mio parere accettabili.
