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Giancarlo Governi è stato nientemeno che l'autore di Supergulp!, uno dei programmi televisivi più rivoluzionari degli anni 70, il primo a portare i cartoni animati in prima serata. E non i soliti cartoni animati tipo Warner Bros. Anzi a dire il vero non erano neanche cartoni animati. Erano fumetti. Strisce di fumetti messe davanti a una telecamera, con una voce che recitava le parole che si potevano anche leggere a video (uno dei primi programmi "accessibili", si direbbe oggi), un po' di musica e qualche effetto sonoro. Fumetti, se non ricordo male, esclusivamente italiani: Alan Ford, Nick Carter e altri.
Un programma naif ma intelligente, coraggiosamente anticonformista, che è durato poco ma che tutti quelli che erano bambini in quegli anni si ricordano con affetto.
Quindi Giancarlo Governi è uno da prendere con le molle, con il rispetto che si deve a uno che sa come andare controcorrente. È quindi con grande rispetto e attenzione che ho curiosato nel suo sito (o meglio nel suo progetto di sito, in buona parte in costruzione ma che promette bene), Italiamemoria.it. In quattro sezioni (attori e registi, musicisti, sportivi, cartoonist) si trovano profili biografici, dati e opere di artisti che hanno lasciato una traccia nella memoria collettiva. È un buon criterio per raccontare: frammenti delle intuizioni di questi protagonisti condiscono il nostro linguaggio, il modo di parlare e immaginare, il modo di fare ironia. Anzi sono proprio forme di immaginazione e ironia, quindi strumenti di interpretazione della realtà, e non sempre ci rendiamo conto di quanto siamo loro debitori. Petrolini ad esempio, con il suo Fortunello del 1915, sta saldamente all'origine del filone demenziale dell'avanspettacolo e poi della canzone: a ben vedere il quel testo c'è la definizione della demenzialità ("sono un uom dei più cretini / sono Petrolini") e mi sembra che le analogie compositive con certi testi di Elio siano rimarchevoli.
Biografie e dati sono presentati aiutando a trovare questi "fili". C'è un buon equilibrio tra la pulizia del dato e il grado di approfondimento, che non è mai esagerato. Non è un progetto enciclopedico, è un progetto che sceglie e che difende con la cultura e la competenza degli autori le ragioni delle scelte.
