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A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness


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domenica, 05 novembre 2006
Se ci ascolti per un momento...

Leggendo una volta questo brano, quando eravamo all'università, il mio amico Luca T. osservava che il totalitarismo ha sempre bisogno di un ripetitore. Se nessuno si prestasse a fare da eco non potrebbe affermarsi e conservarsi, perché non ha una sua evidenza sulla quale fare leva. Il ripetere del potere totalitario non è funzionale al fare memoria di qualcosa di essenziale, come una preghiera: è invece un rumore di fondo, che ostacola la memoria e la consapevolezza (Pinocchio dimentica il suo fermo e corretto proposito iniziale). Per questo è radicalmente antireligioso.

- Dunque, - disse la Volpe, - vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e tanto peggio per te!
- Tanto peggio per te! - ripetè il Gatto.
- Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dai un calcio alla fortuna.
- Alla fortuna! - ripetè il Gatto.
- I tuoi cinque zecchini, dall'oggi al domani sarebbero diventati duemila.
- Duemila! - ripetè il Gatto.
[...]
- Oh che bella cosa! - gridò Pinocchio, ballando dall'allegrezza. - Appena che questi zecchini gli avrò raccolti, ne prenderò per me duemila e gli altri cinquecento di più li darò in regalo a voi altri due.
- Un regalo a noi? - gridò la Volpe sdegnandosi e chiamandosi offesa. - Dio te ne liberi!
- Te ne liberi! - ripetè il Gatto.
- Noi, - riprese la Volpe, - non lavoriamo per il vile interesse: noi lavoriamo unicamente per arricchire gli altri.
- Gli altri! - ripetè il Gatto.

Carlo Collodi, Pinocchio, capitolo XII

Postato da: cronachesorprese a 05/11/2006 13:15 | link | commenti |
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venerdì, 20 ottobre 2006
Beata innocenza

Intervista a Francesco Mondadori, figlio di Leonardo Mondadori, su Anna numero 42:

Poco prima di morire tuo padre, laico da sempre, ha avuto un profondo ripensamento religioso. Ha anche scritto un libro, "Conversione", con Vittorio Messori. Come hai vissuto quel periodo?

Ero un ragazzino, non ne capivo un granché. Mi diceva: "sono stanco di questo mondo del jet set". E io gli rispondevo, preoccupato: "Vuol dire che non andiamo più a new York"?

Postato da: cronachesorprese a 20/10/2006 21:54 | link | commenti (8) |
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lunedì, 09 ottobre 2006
La parte visibile del vero

Se per me c'è una casa in cielo, davanti ad essa dev'esserci un lampione tinto di verde e una cassetta postale rossa.
Dio mi ha ordinato di amare e servire un determinato luogo. E mi ha fatto fare, in suo onore, una quantità di cose anche bizzarre, perché questo luogo potesse servirmi a testimoniare, contro ogni infinito e ogni sofisma, che il paradiso è in un determinato luogo e non dappertutto, è qualcosa di preciso e non già qualsiasi cosa.

G.K.Chesterton, Manalive

Don't you give me no Buick
Son, you must take my word
If there's a God in heaven
He's got a Silver Thunderbird
You can keep your Eldorado's
And the foreign car's absurd
Me, I wanna go down
In a Silver Thunderbird

    Marc Cohn, Silver Thunderbird                          

Postato da: cronachesorprese a 09/10/2006 22:06 | link | commenti |
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lunedì, 20 giugno 2005
Sinestesie

Io ascolto.

Voce gialla, acuta, liquida e impastata, con le sillabe che si allungano, legate una all'altra.
Voce rossa, grossa e piena. Bassa e grassa. Spessa.
Voce azzurra, dalle zeta che si sgranano e si sciolgono, ronzando sbiadite, fino quasi a diventare esse.
Voce arancione, aspra come limone, aspra come un'arancia quando tira le ghiandole e brucia, dura, dietro le mascelle.
Voce viola, velata e fastidiosa, insistente come un po' di febbre, poca, che vibra nelle ossa e non se ne va.
Voce rosa, sottile e sibilante, che striscia un po' sul fondo della gola e scivola piano fuori dalla bocca, come se colasse, lenta, tra le labbra.

Io ascolto.

Carlo Lucarelli, Almost blue

Postato da: cronachesorprese a 20/06/2005 22:32 | link | commenti (5) |
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venerdì, 22 aprile 2005
Invisibili legami

Mi è completamente indifferente essere ucciso in guerra. Di quello che ho tanto amato, che cosa resterà? Così come degli esseri, voglio dire dei costumi, delle intonazioni insostituibili, di una certa luce spirituale. Del pranzo in una fattoria provenzale sotto gli olivi, ma anche di Haendel. Me ne infischio delle cose che sopravviveranno. Quello che vale è un certo ordinamento delle cose. La civiltà è un bene invisibile perché si fonda non sulle cose, ma sugli invisibili legami che le uniscono l'una all'altra, in un dato modo e non altrimenti. Noi avremo dei perfetti strumenti musicali distribuiti in grande serie, ma dove sarà la musica? Se io vengo ucciso in guerra me ne infischio.

Antoine de Saint Exupéry, Lettera al Generale X

Postato da: cronachesorprese a 22/04/2005 00:42 | link | commenti |
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lunedì, 07 marzo 2005
Esperienza vs inclinazione

Un giorno le ho domandato da dove le venisse (a parte la sua passione per la fotografia propriamente detta) l'abitudine che aveva preso di fotografare il peggio ogni volta che le capitava di incrociarlo sulla sua strada. Mi ha risposto che era come quando era piccola, e io mettevo nel suo piatto qualche cosa che non le piaceva. "Non ti dicevo mai che era cattivo, Ben, ma meno mi piaceva (l'indivia per esempio, con quel suo sapore così amaro) e più cercavo di gustarlo attentamente. Per sapere, capisci? Non che dopo mi piacesse di più, ma, dal momento che ormai sapevo il perché, potevo mangiarlo senza assillarti con i miei capricci. Bene, per la fotografia è un po' la stessa cosa, non saprei spiegartelo meglio, ma è così."

Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi

in francese

Postato da: cronachesorprese a 07/03/2005 18:40 | link | commenti |
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martedì, 15 febbraio 2005
Snob o timorosi?

 "Ci sono anche libri di ottima scrittura che non raccontano storie avvincenti.
Qualche volta leggi per il gusto della storia, Bobby. Non fare come quegli snob che si attaccano alla forma.
Qualche volta leggi per il gusto delle parole, il linguaggio. Non fare come quei timorosi che hanno paura di non capire.
Ma quando trovi un libro che ha una bella storia e un bel linguaggio, tienilo a cuore."

Stephen king, Cuori in Atlantide

Postato da: cronachesorprese a 15/02/2005 19:48 | link | commenti (9) |
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giovedì, 10 febbraio 2005
The electric Ehm

 

"Ormai, quando Hal era sul punto di fare un annuncio imprevisto, si riusciva sempre a capirlo. I rapporti consuetudinari e automatici, o le risposte alle domande postegli, non avevano preliminari; ma quando si proponeva di parlare di sua iniziativa, le sue uscite venivano precedute da un breve schiarirsi elettronico della voce."

Arthur C. Clarke, 2001: Odissea nello spazio

Postato da: cronachesorprese a 10/02/2005 18:46 | link | commenti |
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